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I Notai raccontano il Quattrocento genovese

17.90

Dalla peste alla carestia, dal popolo ai nobili, dalle mura all’entroterra
L’autore, storico di professione, racconta, tramite un manoscritto ritrovato, fatti ed eventi della seconda metà del ’400 genovese. L’originalità sta nell’utilizzare due io narranti: Raffaele Ponzone, notaio e cancelliere dell’infausto dogato del tintore Paolo da Novi (1507), dunque realmente esistito, e l’altro Quilico Bigna suo maestro, personaggio di mera fantasia. 
Un mix di fattualità (documentazione storica) e di immaginazione (fiction) circa vicende famigliari, consuetudini ed eventi cittadini, congiunture politiche. Sullo sfondo il protagonista, sia pure nelle sue varie articolazioni, è il popolo, sono ancora una volta gli artigiani e i lavoratori. Due ampie digressioni sono dedicate alla pestilenza e poi, alla successiva carestia.

Un intreccio ritmato dagli anni che porta il lettore, anche grazie ai contenuti multimediali, a rivivere un’epopea storica che affascina e ci porta tra le mura del tempo.

Informazioni aggiuntive

Autore

Categoria

Collane>Genova e Liguria>Storia regionale

Data di Pubblicazione

15 febbraio 2026

ISBN

978-88-3298-706-5

Legatura

Brossura

Misure

14×21 cm

Numero di Pagine

204

Descrizione

Giacomo Casarino (1941, Genova) è stato ricercatore presso la Facoltà di Lettere e Filosofia, poi docente di Metodologia della Ricerca Storica e di Storia Moderna. Assieme al gruppo di ricerca “Maestri e garzoni nella società genovese fra Quattro e Cinquecento” ha dato vita a un data base nominativo costruito attraverso migliaia di contratti di apprendistato (1451–1525), da cui ha tratto in larga parte pubblicazioni e relazioni presentate a convegni italiani e internazionali. Ha scritto le monografie I giovani e l’apprendistato. Iniziazione ed addestramento, Genova 1982, e Profilo ed itinerario quantitativo della ricerca, Genova 1988 (entrambi per il Centro di Studi per la Storia della Tecnica del CNR, edizioni fuori commercio), Genova, solo mercanti? Artigiani, corporazioni e manifattura tra Quattro e Cinquecento, Aracne, Roma, 2018. Da segnalare ancora lavori pubblicati su riviste e opere collettanee: Una ricerca prosopografica sugli artigiani genovesi, in “Quaderni Storici” n. 41 (1979), Tra “alfabeti” e percorsi scolastici: formazione individuale ed acculturazione nella Liguria moderna in “Storia della cultura ligure” vol. 3 (Società Ligure di Storia Patria, Genova 2005), e Malattia o sofferta simulazione? Un’improbabile “possessione diabolica” a fine Seicento. Padre Boasi, alla Certosa di Pesio (Intemelion n. 21, 2015).

 

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